11/05/16: Wiki Mix #12 // AFTERPROGRESS [INTERVISTA]

Bentornati al dodicesimo appuntamento con  Wiki Mix!

Oggi ho il piacere di presentarvi Matteo Menna con il suo progetto AFTERPROGRESS, direttamente da Bologna. Ha rilasciato per voi un’intervista esclusiva in cui  svelerà ciò che “bolle” in pentola per il  suo futuro artistico, ma sopratutto ha realizzato un Mixtape, che mi ha davvero STESO. Preparate l’impianto o le cuffie.

 

 

A voi l’intervista!

 

Ciao Matteo! Inizierei l’intervista parlando dell’origine del progetto AFTERPROGRESS e dello sviluppo artistico che hai ottenuto in questi anni di continue produzioni ed esperimenti elettronici in studio e suonando ai  party più fighi nei club Bolognesi. In che modo ti sei avvicinato alla console ed al genere strettamente Edm? E’ sempre stata una tua passione che coltivi sin dalla tenera età? 

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Ciao Andre, AFTERPROGRESS è un progetto che nasce da due ragazzi appena adolescenti con tantissimi interessi in comune, tra i quali la musica elettronica. Dopo il primo dj set non avremmo mai potuto pensare che si sarebbe sviluppato un progetto artistico così articolato e sinceramente ne sono molto contento. Il nostro sviluppo artistico durante i primi approcci era basato su una ricerca accuratissima della selezione musicale, cercando anche di prevedere i nuovi influssi di quella che adesso viene definita Edm. I primi progetti in studio nascono nella mia camera, dove ho prodotto Badass, ad oggi l’unica traccia pubblicata sotto etichetta, all’età di 15 anni. Capendo le possibilità pressoché infinite che la manipolazione dei suoni può generare però ho deciso di non fermarmi al suono “big room”, alla sola potenza del basso per caricare la folla, ma di lavorare di fino, applicando la fisica del suono, che nel frattempo avevo iniziato a studiare. Il “successo” arriva subito dopo, quando alcune discoteche iniziano a mostrarsi interessate alle sonorità ricercate che propongo. Non la solita Edm, già studiavo dal punto di vista tecnico le influenze della melbourne bounce, ancora sconosciuta all’epoca,  dell’house elettronica e le tonalità acid.

 

AFTERPROGRESS, nasce nel 2012 come un duo e col passare degli anni, si evolve in un progetto “diverso” da quello iniziale. Insieme a te, collabora sin dall’inizio Leonardo Rubini, ma ora “solo” dal  punto di vista manageriale. Com’è nata questa collaborazione? Qual è l’obbiettivo fondamentale che vi incita giornalmente all’impegno costante e continuo nel vostro progetto?

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La nostra collaborazione, come detto prima, nasce innanzitutto come duo di dj ed è assolutamente casuale. Infatti con il passaparola Leonardo, che mi conosceva solo di vista, ha scoperto che ero un Dj e mi ha contattato per suonare a una festa organizzata da lui. Così a Gennaio 2012 nasce non solo una stretta collaborazione musicale, ma anche una grande amicizia. Abbiamo subito nel corso degli anni ampliazioni del gruppo, in quanto il progetto nato nel 2013 prevedeva di rendere Afterprogress un brand che tutelava un grande numero di dj. Progetto abbandonato e ripreso solo nel 2015, insieme alla nostra attuale etichetta discografica Hidra Studios, che ci ha permesso di avere “sotto mano” e di gestire un folto gruppo di giovani dj. Da qui esplode il lato manageriale di Leonardo, che non riuscendo a stare dietro sia alle produzioni che ai nuovi impegni, decide di abbandonare per passare al lato organizzativo. Il nostro progetto è innanzitutto pubblicare l’Ep in uscita, chiamato “First Pump”, ed espanderci nei maggiori club Europei .

 

Hai avuto modo di suonare e condividere console in famigerati locali di Bologna come il Matis Disco Club, Modà, Cubo, Capannina e molti altri, ma sopratutto insieme a dj di nota importanza come Rudeejay, Matteo Botteghi e non solo. Come hai vissuto queste esperienze? Sono state anche occasioni in cui hai stretto ottimi contatti con artisti o persone del “campo”, che ti hanno trasmesso insegnamenti? 

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Ogni serata con ospiti di alto calibro lascia un segno nel modo in cui suono, dal tipo di passaggio alla presenza scenica cerco di trattenere tutti i lati positivi. Sicuramente sia Rudeejay che Matte sono due ragazzi che mi hanno lasciato tanto e che stimo molto, cerco sempre di coinvolgerli nei miei progetti, al limite del possibile. Non sempre gli esempi che si presentano dietro alla console però sono da seguire, mi rimarrà sempre in mente l’atteggiamento, di un dj di cui non faccio il nome, ma che suonò al Numa l’anno scorso, di superiorità e noncuranza. Mi rimangono ricordi molto belli dell’apertura di Merk e Kremont, due ragazzi davvero superlativi, dei Pink Is Punk e molti altri dj davvero validi con cui ho avuto la fortuna di suonare.

 

Come ben si può notare nella realtà attuale, in Italia, ma non solo, c’è stato un calo, se cosi si può definire in merito al genere Edm, sicuramente causato dalle industrie discografiche, ma anche dal pubblico e dai club  che hanno iniziato a seguire influenze artistiche diverse. Qual è il tuo pensiero in merito? Cosa si potrebbe effettuare per cambiare il pensiero attuale per il genere Edm, ma non solo? 

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Personalmente sono sempre stato dell’opinione che parlare di genere Edm sia decisamente troppo vago, piuttosto è meglio definirla “cultura” Edm. Dal punto di vista musicale infatti non ha né origini né  influenze, ma racchiude sottogeneri con una storia ben precisa. Questa è la base sulla quale dico che quella che oggi viene definita Edm vivrà sempre periodi di picco e periodi di crisi, proprio dovuta alla natura cangiante del genere stesso, le sonorità si rinnovano ogni anno ed anche per un dj rimanere aggiornato non è facile come pochi anni fa. Questo ovviamente non toglie la, purtroppo, grande ignoranza del pubblico italiano, che ormai non apprezza più la ricercatezza ma unicamente lo stordimento e il frastuono.

 

Come si presenta un tuo dj set all’interno di un locale? Quali sono le 5 tracce che non devono MAI mancare?

Credo che un dj set che si rispetti debba procedere secondo un climax ascendente, sia che duri 20 minuti, sia che duri ore. Detto questo è sempre necessario avere un occhio sulla console e uno sulla pista. Le 5 tracce che non possono mancare nei miei dj set sono:

Salmon dance – Crookers remix

Gold Bang – David Puentez & Dvvbs (afterprogress bootleg)

Philtrum – Disco fries

Pure noise – Dyro

The renegade – Friend Within

 

Dal 2014, sempre con la collaborazione di Leonardo, siete entrati a far parte della HIDRA STUDIOS, etichetta discografica. Direi che è stato un ottimo traguardo. Ed ora? Quali sono i progetti che hai in serbo e che pubblicherai prossimamente? Anticipa qualche novità a tutte le persone che ti seguono.

Siamo molto soddisfatti della nostra etichetta, che è un punto di partenza e non di arrivo. La principale novità è l’uscita del mio Ep, di cui ho dato alcune preview sulla mia pagina Facebook e che uscirà a breve. Un altro evento che raccomando a tutti i bolognesi è la serata al Kindergarten di Sabato 14 Maggio, sarò in console in un locale che ha fatto la storia di Bologna, ospitando personaggi del calibro di Steve Aoki, i Daft Punk, i Cyberpunkers e molti altri.

 

Link contatti:

Facebook     : https://www.facebook.com/Mattemenna/ 

Soundcloud : https://soundcloud.com/afterprogress

 

Un ringraziamento speciale a Matteo per aver scambiato quattro chiacchiere in merito al suo progetto! In bocca al lupo per tutto!

 

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Andre1blog

 

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